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IO NON SONO IO

A cura di Marilina Buscema

Site Art / Via Catena n.20 / Scicli

Opening 26 dicembre 2014 / H.18:00

26 dicembre / 25 gennaio 2015

SCICLI - "Io non sono Io", come scriveva Juan Ramon Jimenez nell’omonima poesia, è il titolo scelto da Doren per la prima mostra personale ideata e organizzata dal collettivo indipendente Site Specific, presentata al pubblico venerdì 26 dicembre 2014 alle ore 18:00 presso lo spazio espositivo Site Art, situato a Scicli, città siciliana riconosciuta Patrimonio dell’Unesco.

"Io non sono Io" è un progetto a cura di Marilina Buscema in cui l'artista presenta la sua personale visione del mondo mediante una vasta produzione di disegni, in cui forme e figure emergono dal foglio bianco, quasi fossero in sospensione, per rivelare un intimo flusso di coscienza. Attraverso l'arte Doren compie un viaggio di conoscenza, un'esperienza in cui simboli, colori e segni raffinati narrano eventi di cronaca, racconti familiari, avvenimenti storici. L'artista indaga ambienti personali, ombre segrete, atmosfere profonde caratterizzate da una forte tensione erotica, per risalire verso una visione dilatata fuori dall'io, in cui affiorano e si manifestano concetti densi di pulsioni sociali.

Doren, pseudonimo desunto da un comune austriaco situato nel Land Vorarlberg, è un’artista la cui identità rimane sconosciuta, come nelle sue intenzioni programmatiche. L'anonimato silenzioso, che fa da contro-altare al rumore assordante delle identità esibite nella nostra contemporaneità, è un espediente che permette a Doren di comunicare solo attraverso quello che crea, sottraendo se stesso/a alla responsabilità di fornire motivazioni e presupposti teorici altri da quelli che possiamo rintracciare nei suoi lavori. Doren è quindi un "io" dissolto nella liquidità del fare artistico, un animo che emerge nelle tracce biografiche dei suoi disegni, negli elementi sospesi delle sue rappresentazioni.

Durante l’opening dell’evento, verrà presentato il catalogo della mostra a cura di Site Specific, edito da Muse Edizioni.


Io non sono io
Juan Ramon Jimenez

Io non sono io
Sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.



IO NON SONO IO
_di Marilina Buscema_

La ricerca di DOREN inizia con un viaggio nelle acque dell'inconscio da cui emergono tensioni, sensuali ed erotiche, che abitano nell’intimo di ognuno di noi e che il senso del pudore ci trattiene dal raccontare.
Quando le onde si infrangono nella barriera dei ricordi, Doren compie un ulteriore viaggio, una risalita dalle profondità dell'io verso la realtà, quel palcoscenico in cui si manifesta la vita.
Così un'altra ricerca prende forma, si svela l'indagine del presente. Con occhio curioso l'artista esamina gli andamenti sociali, le azioni nel mondo della politica, le notizie di cronaca, compiendo spesso dei salti temporali, voli pindarici verso altre epoche.
Analizza la storia, la storia dell'arte, la letteratura mediante la consultazione di materiale fotografico tratto da riviste e quotidiani di varie epoche, acquisendo forme e figure che si prestano ad un processo personale di rielaborazione.
Attraverso la semplicità del segno e la fluidità del colore Doren riesce a imprimere sulla carta idee e concetti, creando uno spazio aperto fra ordine e caos in cui è libera/o di agire, di immaginare, di narrare la propria condizione esistenziale.
Le opere diventano una autentica documentazione, tracce di storie della vita in cui l'artista è coinvolta/o.
Le immagini create rimangono sospese e si aprono a molteplici interpretazioni, si accordano in armonia sul foglio, diventando specchio delle epoche che attraversiamo.
Dell'identità di Doren non si conosce nulla.
Attirare l'attenzione sul pensiero, sull'estetica e sull'opera, liberando lo spettatore da influenze e condizionamenti, è tutto ciò che interessa all'artista, il resto è ombra.
L'arte per Doren è indagare con occhio critico la società contemporanea.
Doren è un'artista che rifiuta ogni regola, ogni convenzione dettata dal sistema e avvalendosi di uno pseudonimo si libera dal peso di ogni identità.
Spegne i riflettori sulla sua vita personale, diventando nell'arte spettatore silente che osserva da dietro le quinte la sua opera che va in scena.
Io non sono Io è il titolo di un componimento di Juan Ramon Jimenenz scelto da Doren come un invito alla riflessione, poiché in ogni parola si riflette la sua emotività, sensibilità, visione poetica.


IO NON SONO IO
_di Gloria Occhipinti_

Nello strepitìo di fondo, dove rantola un amalgama sfuocata di individualità esibite e sgomitanti, fantomatiche ed enfatizzate, fra ego dilatati, personalità ridotte, singolarità alterate e adulterate, identità effimere, disperate ed infine neutralizzate, è lì che, presumo, si possa rintracciare la scelta di non vestire alcuna identità, di non rappresentarne nessuna per accoglierle, forse, tutte.
Doren, questo è lo pseudonimo dell’artista che scivola dietro un velo dal quale la sua ombra esegue e proietta coreografie mentali e formali, mediate dai disegni.
Il disegno, che qui sembra spesso avere carattere diaristico, è come se si prestasse ad un flusso di coscienza aleatorio, sospeso e affiorante dal bianco della carta.
Come fossero partorite dal foglio, talvolta, le rappresentazioni sembrano detonazioni silenti, mute. Macchie di colore che continuano a ronzare quando tracciano i profili di ditteri o di insetti blattoidei. Altrimenti, figure private di relazioni gravitazionali, fluttuano in questa liquidità onirica e liminale.
Altre volte, invece, le immagini come appunti, sembrano poggiate sulla superficie della carta, delicate e ritrose. Ritornano impetuose quando scrivono fatti sociali e storici ispessiti e carichi di posizioni e dibattimenti personali. Giudizi modulati dai colori e dalle loro intensità cromatiche che si fanno rivelatrici di tensioni e spinte emotive.
Disegni, tutti, che hanno la valenza di strumento di conoscenza e “discorso mentale”, e in cui residuano, certamente, irriducibili tracce biografiche dissolte negli acquerelli che danno corpo ad altri copri e che tradiscono, tuttavia, la progettualità immaginativa della visione del mondo dell’artista.
L’autore che, deliberatamente, sceglie di trascendere l’io, di disertare il suo nome e di non essere, c’è ed è dentro il suo fare, dentro il suo fatto, nelle sue opere, attraverso i suoi atti di giudizio, le sue scelte linguistiche, concettuali e formali.
In ultima battuta, il suo io ritorna a manifestarsi combinandosi a quello di ciascuno, in una circoscrizione più ampia ed assoluta in cui, utopisticamente, le individualità si risolvono in universalità.