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UNA NUOVA MOSTRA DI PITTURA

Francesco Lauretta

A cura di Daria Filardo

SITE ART | PALAZZO BENEVENTANO | SITE MILL

Opening 07 agosto 2014 / H.21:00

07 agosto / 07 settembre 2014

Entrare a piene mani nella pittura, scandagliarne le ragioni, le motivazioni.
Una nuova mostra di pittura racconta un percorso personale e allargato; propone immagini che sono parte di un discorso ampio sulle possibilità espressive dell'universo pittura che si espande e si fa medium.
Le tre sedi della mostra sono come passaggi continui. Ogni lavoro allude a una storia specifica, ad un momento del percorso di Lauretta e a molte possibili intenzioni, ad una ricerca che non si esaurisce.


1.SITE ART
Passeggiata è un corteo funebre.
E’ un quadro che mostra il funerale di Francesco Lauretta ritagliato e affissato su entrambi i lati di un pannello che accavalla il transito delle due piccole stanze della galleria –come budella assolutamente bianche e svuotate.
Lo spettatore, per vedere e attraversare gli spazi della galleria, è costretto a strusciarsi e/o sbattersi contro la pittura. E in questo combattimento può sentire e vedere i fantasmi della folla, il feretro offuscato ed inghiottito dagli astanti ci conduce o ci sorprende nella tenebra dell’esistenza invitandoci a riflettere sulle vite di ognuno.


2.PALAZZO BENEVENTANO
Qui dentro il titolo si spiega. Una nuova mostra di pittura: nel puro calco dell’immaginario con il quale l’artista si versa nel medium della pittura.
Lauretta si definisce un-non pittore e Ingegnere del medium della pittura. Inscena la strana lotta che affligge le opere contemporanee con una dedica: Apologia ai pittori; Contro di noi; una Cosa (un lavoro sul margine del colore e del suo utilizzo) che esalta, ‘a colpi d’ascia’, il dis-senso del medium.
Quattro lavori nello spazio tracciano derive che, come in tutta la mostra, sembrano dissonanti e conducono a territori disparati. Sono: una mattanza con una robusta cornice pigmentata di giallo; un quadro dove alcuni pittori sono ritratti e toccati da uno ‘strato di grazia’; un quadro nero come l’esistenza che omaggia l”’ultimo quadro che fosse possibile dipingere” di Ad Reinhardt.
E in ultimo, la Cosa, il quarto lavoro, è la ‘pittura ballabile’ che è uno spazio rettangolare inciso per terra con fitti strati di strisce di scotch colorato impiegati per definire i bordi delle tele dell’artista dove sono stati raccolti residui pittorici, baffi di colore o colore in esubero. Lo spazio segnato e aperto in uno dei lati minorei del rettangolo forma un corpo geometrico che abbraccia lo spettautore, invitato a ballarci dentro. Questi può danzare sopra alcune playlist accuratamente selezionate dall’artista, oppure munirsi di apposite cuffie e strumenti d’ascolto propri, così da potere perforare, nell’esercizio della danza, lo spazio dell’immaginazione evocato e segnalato dal baffo della pittura.


3.SITE MILL - Mulino San Nicolò.
Anche in questa sede la varietà esplode in soluzioni che divagano, allargano ed entrano nella necessità dell’urgenza espressiva.
Il quadro ha un pezzo di muro da difendere: quando il muro diventa ‘supporto tecnico’. La struttura del muro è in bella vista. La sua anima costruttiva è lo scheletro fragile e allo stesso tempo potente della struttura. Formato di mattoni forati rossi, è legato con malta pigmentata. Il muro qui si erge nuovo per sostenere il quadro figurativo: due pezzi di muro da difendere per due quadri. Il primo mostra e celebra un momento di una festa locale (Jesi); il secondo celebra i resti, cosa ci rimane, di una guerra (quella dei Balcani), Serenata, ed è un quadro tra i primi dipinti, del 1999.
Il medium come memoria: due teche, come letti di morte, accolgono l’intera famiglia dei quadri fin qui prodotti da Lauretta. Fui, Non Sum, Non Curo, è il titolo.

Tre Esercizi, esposti già in Esercizi di equilibrio, sono opere d’esordio, opere resurrettive dove si consumano, rigenerandosi sempre, guerre d’amore. Il disegno sorvola la nostra e la sua storia. Il segno inciso a pastello blu, e del rubino, è quello trecentesco, rinascimentale, barocco, quello del pittore, dello scultore, accademico, fumettista, surrealista, cubista e fin’oltre, è quanto di nuovo svolazza al mondo: una cosmogonia, un Big Bang dopo la morte.

In Fontana, Requiem con fiori, e il primo quadro responsabilmente dipinto ed esposto nel febbraio del 1985, che alludeva “alla fine della storia” (Ad Reinhardt) e ripreso recentemente con un minimo intervento sul bordo della cornice, non c’è simbolo ma solo il livello immaginario e l’obverso di forme spirituali.

Autoritratto Postum(i)ano
Lo scotch è il supporto per il medium. La pittura trattenuta nello scotch è una pittura senza limiti perché allude a qualcosa di già dipinto. Mettere la cornice è medium come campo allargato perché i residui di pittura aggiunta alludono a qualcosa ancora da dipingere.

Le Allegorie infine, 36 racconti esposti nel giardino del mulino, sono puri distillati di riflessione sul medium della pittura.

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