








monographic room: Stephanie Boisset
Come web designer freelance lavoro principalmente su progetti nel campo dell'arte, della cultura, del fashion e del design.
Seguo la navigazione stilisticamente intuitiva. Il mio design è spesso descritto come puro, semplice o privo di alcun abbellimento superficiale.
Il bianco è una componente importante per le identità visuali che creo e tendo a preferire l'HTML rispetto ad un sacco di animazioni.
Al vertice di questa occupazione, io perseguo il mio lavoro artistico personale.
La mia piattaforma artistica, chiamata "boisset.de, an evolving identity" [http://boisset.de], può essere vista come la mia sperimentazione iniziale con Internet come medium artistico.
Ho iniziato a guardare all'interno del soggetto dell'identità, utilizzando me stessa come "oggetto materiale", ed esplorando le possibilità offerte da HTML/Javascript, le emails ed il visual design per la produzione creativa - narrativa.
Affianco a questo sito, ne ho creato di recente un altro, chiamato "day by day" [http://daybyday.stephanieboisset.net] e basato sugli strumenti cms, che mi permettono di prendere la distanza dal mio lavoro.
Questo sito web è come spazio virtuale, per una retrospettiva che voglio realizzare su me stessa, dove mostrare il io lavoro fotografico e le mie
"piccole serie".
Presentazione della proposta per l'index-page di Site Specific
Come "non-flash webdesigner", ho proposto una index page molto semplice, che permette all'inter-nauta di entrare direttamente nel sito.
L'idea di questa pagina è stata quella di avere la possibilità di una sua estensione all'intero layout del sito web, che sarebbe così stato basato essenzialmente sul contenuto testuale e sull'accessibilità (nel rispetto degli standards html e delle norme w3c).
Questo approccio è connesso con le richieste di Site Specific e con il titolo del progetto. Le peculiarità di un sito web sono la sua lettura e visione dal maggior numero di persone.
La parte principale dell'index page, con la barra di navigazione, conteneva solo piccoli particolari degli artisti di Site Specific @ Web e l'introduzione (o concept) dell'intero progetto. Le immagini avrebbero anche potuto essere collegate alle loro singole pagine.
La toolbar di navigazione ti consente di entrare in ogni categoria del sito e, tramite "progetti"
o "artisti", si possono raggiungere i diversi artisti o il progetto mediante il sub-menu, che appare scorrendo verso il basso.
La parte destra del sito sarebbe potuta essere uno strumento: un campo newsletter su ciascuna pagina ed un "contenitore di parole chiave" questo avrebbe permesso la navigazione contestuale attraverso il sito. L'internauta avrebbe potuto visitare il sito secondo i propri interessi.
Questo approccio grafico avrebbe permesso al sito di Site Specific di essere visto più come una piattaforma ed uno strumento di comunicazione (magari uno "strumento di mediazione") più che un sito web con una singola "auto-presentazione".
RASSEGNA DI WEBDESIGN E PROGETTI
Web Designer freelance: tutti i riferimenti su stephanieboisset.net
Mobile Studios, un progetto Europeo
Iconclub, Degital Media Center, Berlino
Anne de Lajartre, Agenzia stampa e di comunicazione, Parigi
Anne Willi, fahion designer, Parigi
Frédérique Daubal, designer
La Périphérie, galleria, Parigi
The Catering Company, agenzia di deluxe catering, Parigi
Co-curatrice dell'esposizione "Virtual Identities", August 2005, Galerie Tristesse, Berlino.
LAVORO ARTISTICO
Aprile 2006
Latente Sehnsucht: un progetto on online Blaise Bourgeois.
Marzo 2006
Day by Day, diario e ricordi.
Agosto 2005
"And she never came back..." (CD-Rom and 144 pictures) / Galerie Tristesse, Berlin-Kreuzberg.
Agosto 2004
"Passage à l'an 2000 en 36 pauses" ed una Versione off-line Version di "boisset.de, eine Identität im Werden..." / Ladyfest, Kaufbar, Berlin-Friedrichshain.
Luglio 2002
Prima versione di Latente Sehnsucht: un progetto on line Blaise Bourgeois per Free Manifesta 2002, Frankfurt am Main.
Settembre 2001
"Please, chat with me!": progetto online da Stephan_i_e per la collettiva "Love Me, Love Me", La Périphérie, Malakoff (Paris).
Settembre 1999
"Rettet das Ampelmädchen", (progetto stampato da CityCards, Berlin).
Agosto 1999
Inaugurazione del sito web "boisset.de, une identité en devenir".
Gennaio 1999
Avvio della serie blahblah, autonarrazioni basate sulla mia stessa vita reale.
INTERVISTA CON LA GIURIA:
Corrado Mora. Il tuo approccio estetico alla pagina web è pulito e puro. Bilanciato. Il tuo approccio sembra minimale:
nessuna parola in grassetto, corsivo e sottolineata, nessuna animazione flash.
Come possono coesistere nella tua estetica lo "sguardo di impatto" (pare che un visitatore impieghi solo pochi istanti per valutare un sito web) con il rigoroso allestimento degli elementi della webpage?
Stéphanie Boisset. Sei un po' troppo radicale, quando dici "nessuna parola in grassetto, corsivo e sottolineata", perchè io mi curo che chiunque riconosca rapidamente il link dal resto...
Anche se è vero che non mi piace quando i titoli sono in neretto e tutto ammicca e così via... E' troppo come "non perderti questa parte e voglio esser certo che tu clikki qui...".
Ognuno deve poter andare attraveso un sito nel modo in cui vuole..
Lo "sguardo d'impatto" di cui parli deriva molto dal contenuto, che deve essere pubblicato on line... Per quel che mi riguarda, in molti siti con animazioni spesso salto l'intro, perchè è la prima ed unica scelta che ho...
Vedo l' "allestimento rigoroso" come un codice sorgente...
E coesiste con l'approccio estetico "puro e chiaro" nella maniera in cui tutte le pagine saranno convalidate dal w3c e in come "google" le troverà facilmente...
CM. La tua concezione di bianco come sfondo è ricorrente nei siti web che hai curato. Perchè usi il bianco?
SB. Quando il mio computer si inchioda, sono di fronte ad uno schermo nero... così preferisco averlo funzionante!
La prima index page di boisset.de era completamente nera e presto (questo ha a che fare anche con la mia personale esperienza), ho trovato il bianco molto più tranquillo ed attraente e ha dato a tutto il lavoro un'altra dimensione... qualcosa di più di una "homepage privata", forse più sofisticata...
E' poi più facile leggere testi scuri su un supporto luminoso, credo.. E poi, sai, alla gente piace questo e ti chiede di fare ciò, magari funziona come una firma...
CM. Affianco alla tua professione di webdesigner, sei un'artista.
Il tuo lavoro, concentrato soprattutto sul sito web www.boisset.de, riguarda l'identità personale e la definizione del sé. Che ruolo gioca il web nel tuo approccio artistico?
trovi armonia tra un medium come internet ed la tua storia personale, fatta - oltre a molti altri eventi - di Francia e Germania, di concezione del web come una rigorosa pagina digitale da comporre e come un modo per esprimere te stessa?
SB. Senza il web, boisset.de non esisterebbe.
probabilmente questo medium mi permette di fare ciò che facevo prima: scrivere sulle mie fotografie, o scrivere commenti affianco ad esse, ma nello stesso tempo mi permette di avere un luogo dove posso inserire il mio lavoro e dove mostrarlo.
Ed anche di più: mi permette di inserire quasi istantaneamente i commenti /reazioni di altra gente (prima del blog!).
Con boisset.de non utilizzo la pagina web come presentazione di lavori diversi (come rimandi), io la uso per creare una sorta di piattaforma su di una "identità in evoluzione", lavorando come una "controfigura" della mia vita reale... Gioco molto con questo sito web, come se dovessi alimentare quello spazio virtuale.
Ho iniziato qualcosa di nuovo: day-by-day, un sito web costruito ed aggiornato con un sistema di pubblicazione! Con questo cercherò di trovare una sorta di armonia, di frapporre una maggior distanza da ciò che faccio, magari.
CM. Hai avuto molte collaborazioni o contributi artistici, in lavori come "latente sehnsucht", "project hope", "angoisses urbaines".
Ma anche nei tuoi progetti personali tu cerchi il dialogo ed il contributo esterno. Come opera il collettivo nel tuo approccio artistico?
SB. Ho preso parte a diversi eventi online, come hai detto: "project hope" insieme a Reiner Strasser, Annie Abrahams, Alan Sondheim o "Angoisses urbaines" insieme a Tamara Laï ed altri... E' diffondere il mio lavoro... E questo piccolo "posto" è collegato ai loro lavori. Forse è più il collettivo nel senso di network.
I miei progetti personali, come li hai chiamati, sono sempre costruiti con del "materiale": trovo delle immagini, "trafugo" una conversazione nella metro, immagino storie, quando qualcuno mi dice qualcosa ed includo gli "esseri umani" nel mio lavoro pubblicando le loro lettere, chiedendo loro di farsi raffigurare...
Per questi progetti, anche se non so esattamente quale sarà il risultato finale, ho tutto il controllo, e prendo le decisioni. Per questo non lascio molto spazio al "collettivo".
Nei progetti collaborativi come Latente Sehnsucht creato con l'artista Blaise Bourgeois, tutti devono prender parte al progetto su livelli differenti con idee differenti... Credo che sia più un lavoro di team (2 artisti ed il programmatore Simon Morvan).
Così è lo stesso per i progetti di siti web, c'è un project manager, un ideatore, un webdesigner, un programmatore... Tutti hanno una specifica funzione ed una preparazione differente, ma ognuno deve essere interattivo con gli altri per costruire qualcosa.
CM. Dai potere alla parola scritta ed alla sua collocazione spaziale. Penso a "and she never came back...", e sicuramente a tutte le tue produzioni da webdesigner. Affianco a ciò, usi l'immagine. La fotografia, soprattutto. Qual è il tuo approccio estetico e concettuale a ciò?
SB. Nel lavoro a cui hai accennato c'è anche un suono... questo lavoro è basato sulle emails che ho ricevuto e sulle fotografie... Quelle fotografie, che ho scattato 5 anni dopo aver ricevuto quelle emails, sono completamente ricostruite (sugli scritti ma anche sui miei ricordi)... il suono è la voce della persona che ha scritto quelle email... 5 anni dopo, gli ho chiesto di registrare ciò che aveva scritto 5 anni fa...
Il contenuto di quelle email è stato scritto in risposta delle fotografie che gli avevo inviato...
Ed ora, 2006, con quelle nuove fotografie, ho scritto nuovi testi per dare inizio ad un nuovo sito web che ho curato http://daybyday.stephanieboisset.net... "And she never came back..." e che potrebbe essere la conclusione di boisset.de, non lo so ancora, ma mi serve una pausa da lei.
Così c'è un gioco perpetuo, come una partita di ping-pong, tra il testo e l'immagine... A volte il testo è il punto di avvio di un progetto ed altre volte una immagine (una delle immagini che creo, o trovo...) diventa il pretesto per giocare...
CM. Il tuo modo di utilizzare il web (artisticamente e come webdesigner) è denso.
Voglio dire: riempi (in modo minimalista, puro) le pagine con i contenuti ed i concetti, creando i tuoi personali networks e riferimenti. E' raro in una contemporaneità fatta di miloni di blogs, canali televisivi, siti web...media infiniti - troppi senza contenuti concreti. Sei capace di amare internet con questo panorama?
SB. Sì, certamente... Non è a causa dei diversi punti di vista e dei diversi stili di vita della gente sulla Terra che smetterei di amare il pianeta!
Ci sono moltissime informazioni sul web ed ognuno deve selezionare e scegliere cosa gli piace... Sono sicura che come nella vita "reale" ognuno deve scegliere questi circoli, ognuno ricrea lo stesso sul web con la propria selezione di un tipo di argomento, con cui ci si connette, e così via...

